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 Il peeling che illumina, efficace e delicato…



 Se il peeling è la terza procedura più eseguita nel mondo, preceduta solo da botulino e filler, un motivo ci sarà. “Varie società scientifiche, tra cui il Cosmetic-Dermatology Expert Group (JEADV) e l’American Academy of Dermatology (AAD), suggeriscono l’utilizzo dei peeling chimici per trattare specifiche patologie cutanee, tra cui acne e cicatrici post-acneiche, come pure inestetismi tipo rughe, lentiggini e melasma”, spiega Magda Belmontesi, dermatologa a Milano e Vigevano.

 

I peeling possono essere costituiti da acidi semplici, come l’acido glicolico o il mandelico, oppure da combinazioni di essi, con un’azione sinergica e calibrata, ad esempio associando salicilico, piruvico e retinoico.

 

Il peeling chimico serve per rendere più luminoso il colorito della pelle, migliorarne la texture e combattere rughe sottili o eccesso di sebo, in caso di acne in fase attiva, cicatriziale o rosacea.

 

“Si tratta di una forma accelerata e controllata di esfoliazione indotta dall’uso di una o più sostanze chimiche caustiche applicate sulla pelle. A seconda dell’agente utilizzato, della sua concentrazione e del tempo di applicazione, questo provoca una parziale o totale distruzione dell’epidermide e danni al derma papillare e reticolare, che inducono la pelle a rigenerarsi e a velocizzare la rigenerazione con l’incedere dell’età”, spiega Belmontesi.  

 

“Infatti, rimuovendo lo strato corneo – continua la dottoressa – stimolano il turnover dell’epidermide. La ‘distruzione’ di specifici strati cutanei danneggiati fa sì che la pelle li sostituisca con un tessuto più sano, giovane ed esteticamente migliore. Infine l’induzione, nel profondo del derma, della produzione di collagene e acido ialuronico, rinforza e rimpolpa la cute”.

 

Il nuovo Definisse Peel Classic di Menarini combina acido salicilico, piruvico e retinoico.

-   Il primo ad agire è il salicilico che svolge un’azione immediata esfoliante sullo strato corneo, ossia quello più superficiale dell’epidermide.

-   L’acido piruvico, con azione antimicrobica e seboregolarizzante, penetra rapidamente e agisce a livello dello strato granuloso, regolando l’emissione delle sostanze grasse (che compongono il mantello idrolipidico) da parte dei corpi lamellari di Odland, vescicole che contengono numerosi strati lamellari di lipidi disposti uno sopra l'altro, come una pila di piatti.

-   L’acido retinoico, con un’azione ortodermica (normalizzante) ritardata, arriva nel profondo fino al derma, inducendo un rimodellamento della sua struttura.

 

Invece la versione Definisse Lightening Peel contiene sempre i tre acidi menzionati con in più due attivi specifici anti-macchia.  

Lumiskin mantiene inattivo l’enzima tirosinasi che trasforma la tirosina in melanina, mentre Sepiwhite inattiva a livello locale l’ormone melanotropo (Melanocyte Stimulating Hormone) prodotto dall’ipofisi, che stimola i melanociti, inducendo la sintesi della melanina, quindi della pigmentazione cutanea.

 

Quali i benefici di queste formulazioni combinate? “La sinergia d’azione dei componenti, permette una riduzione della loro concentrazione. Così, si sfrutta al meglio le funzionalità degli attivi, riducendo i danni provocati dal peeling alle strutture cutanee. Il rapido ripristino dell’equilibrio cutaneo diminuisce i disagi, sia durante che dopo il trattamento”.   

 

“Durante la seduta il medico pulisce accuratamente la pelle prima dell’applicazione del peeling, per rimuovere i residui di sporco esogeno (come trucco e impurità ambientali) ed endogeno (eccesso di sebo), che possono ostacolare il passaggio delle sostanze attive attraverso l’epidermide. Per farlo si possono utilizzare due diverse soluzioni, che incontrano le diverse tipologie cutanee. Ne esiste una per pelli secche, disidratate e sensibili con acido lattico idratante, e un’altra per cuti seborroiche, impure e a tendenza acneica con una soluzione idroalcolica astringente. Così la detersione risulta efficace e personalizzata”. 

 

Quante sedute servono? “Ovviamente dipende dalle condizioni della pelle, che vanno valutate dal medico. Si procede comunque ‘a piccoli passi’, escludendo il rischio di eccedere nel trattamento. In pratica per Peel Classic si prevede 1 seduta ogni 2-3 settimane per 4-6 sedute, così anche per Lightening Peel, abbinando un trattamento cosmetico schiarente (Pigment Solution Program), con crema giorno, notte e detergente, mattina e sera per 3-4 mesi. I test scientifici condotti dimostrano che la combinazione dei trattamenti, dal medico e a casa, ha quasi triplicato la diminuzione del pigmento, quindi la visibilità di discromie e macchie”, chiosa la dermatologa.